alle ore 15.30
incontro con Donata Chiricò (Unical)
sul tema
Disturbi dell'apprendimento: classificazione e casi empirici
Istituto Comprensivo "Ardito" Viale Michelangelo – 88046 Lamezia Terme – CZ Tel. 0968/22030 – Fax 0968/20030 czic864001@istruzione.it
lunedì 5 dicembre 2011
domenica 27 novembre 2011
a mo' di esercitazione
puntiamo alla creazione di qualche documento condiviso di Google
Argomento: dislessia.
Leggiamo qualcosa sul web:
l'associazione italiana dislessia
http://www.aiditalia.org/it/cosa_e_la_dislessia.html
la tecnologia al servizio della dislessia
http://www.aiditalia.org/it/biblioteca_digitale_aid.html
qui appresso un vademecum (rintracciabile sul sito dell'aid):
Le cose da non fare:
- far leggere il bambino a voce alta
- ridicolizzarlo
- correggere tutti gli errori nei testi scritti
- dare liste di parole da imparare
- farlo copiare dalla lavagna
- farlo ricopiare il lavoro già svolto, perché scorretto o disordinato
- paragonarlo ad altri
Argomento: dislessia.
Leggiamo qualcosa sul web:
l'associazione italiana dislessia
http://www.aiditalia.org/it/cosa_e_la_dislessia.html
la tecnologia al servizio della dislessia
http://www.aiditalia.org/it/biblioteca_digitale_aid.html
qui appresso un vademecum (rintracciabile sul sito dell'aid):
Cosa devono fare gli insegnanti
L'insegnante deve:
- riconoscere e accogliere realmente la "diversità";
- parlare alla classe e non nascondere il problema;
- spiegare alla classe le diverse necessità dell'alunno dislessico e il perché del diverso trattamento;
- collaborare attivamente con i colleghi per garantire risposte coerenti al problema;
- comunicare con i genitori
- riconoscere e accogliere realmente la "diversità";
- parlare alla classe e non nascondere il problema;
- spiegare alla classe le diverse necessità dell'alunno dislessico e il perché del diverso trattamento;
- collaborare attivamente con i colleghi per garantire risposte coerenti al problema;
- comunicare con i genitori
Le cose da non fare:
- far leggere il bambino a voce alta
- ridicolizzarlo
- correggere tutti gli errori nei testi scritti
- dare liste di parole da imparare
- farlo copiare dalla lavagna
- farlo ricopiare il lavoro già svolto, perché scorretto o disordinato
- paragonarlo ad altri
Adesso confrontiamoci e raccontiamo le nostre esperienze su un documento apposito di google
venerdì 25 novembre 2011
riconoscere
Jodok era il suo vezzeggiativo: “Mio caro Jodok”, la sua imprecazione: “Maledetto Jodok”, e la sua esclamazione: “Ma santo Jodok”. Non diceva più: “Io ho fame” ma: “Io ho Jodok”. In seguito non disse più “io” ma “Jodok ha Jodok”. Prendeva il giornale, lo apriva alla pagina “Jodok e Jodok”, cioè incidenti e furti, e cominciava a leggere: “Di Jodok si è verificato sulla Jodok presso Jodok un Jodok, che ha coinvolto due Jodok. Uno Jodok viaggiava sulla Jodok da Jodok a Jodok. Pochi Jodok dopo si è verificato sulla Jodok di Jodok lo Jodok con un Jodok. Lo Jodok del Jodok, Jodok Jodok, e il suo Jodok, Jodok Jodok, nello Jodok sono morti”.
Peter Bichsel, “Jodok dice di salutarvi”, in
Storie per bambini, Marcos y Marcos, 1986 (1969)
Piove (musica, poesia, intertestualità, new media)
senti come piove
Chiove
Roberto Murolo
chiove
Massimo Ranieri
quanno chiove
Pino Daniele
approcci eterodossi
Amor che nulla hai dato al mondo
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